
Cavallaro parla di regole, di rispetto delle stesse, ma dimentica che fu proprio il PD sotto la sua guida a costituirsi contro la riammissione della lista L.A.M.
Da ”grande” giurista quale si professa avrebbe dovuto apprezzare immediatamente il 9 maggio 2009 che per un mero errore materiale non si poteva negare il diritto con la “D” maiuscola della democrazia.
Invece, da “grande” statista politico, non per giustizia quindi bensì per opportunità pensò che la coalizione di centro-sinistra avrebbe vinto le elezioni al primo turno.
La tragedia?
Capponi diviene presidente al primo turno.
Come previsto da Cavallaro?
Oggi sul fatto o meno di tornare alle elezioni non vi sono certezze ne in un senso ne in un altro.
Non le hanno i giudici, non le hanno gli avvocati, le ha qualcun' altro ma sistematicamente viene smentito nei fatti.
Teniamo a precisare un punto: quando abbiamo presentato ricorso contro l’ingiusta esclusione della lista LAM, Cavallaro professava il rispetto delle regole, dovevamo essere silenti ed accettare la giustizia.
La giustizia in una competizione democratica era ed è quella di garantire la massima espressione elettorale, cosi come sancito dalla V sezione del Consiglio di Stato.
Il problema è che Cavallaro vista anche la statura napoleonica, si mette in testa la corona e prova a fare l’imperatore.
Le polveri non sono piu’ sottili, contano migliaia di cittadini stufi del vecchio modo di fare politica che seguono una forza ormai matura, la L.A.M., che ha mostrato senso di responsabilità, cercando un accordo programmatico risultato poi non percorribile.
Il mercimonio è di chi vive di politica da molti anni, non lascia segni positivi sul territorio e cerca ancora nuove, buone collocazioni.


















